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I fatti e atti giuridici - Simulazione - Vizi della volontà

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I fatti e atti giuridici


Essi sono tutti quegli accadimenti, naturali o umani, ai quali l'ordinamento ricollega la produzione di effetti giuridici, ossia la costituzione, la modificazione o l'estinzione di rapporti giuridici, cioè rilevanti per il diritto. Possono essere sia accadimenti naturali(i frutti di un albero spettano al proprietario) o compiuti consapevolmente dall'uomo(pescatore diventa proprietario del pesce che cade nella sua rete). Pertanto si distinguono in fatti giuridici in senso stretto in cui manca la volontà dell'uomo(fulmine) o quest'ultima non è rilevante(seminagione) e in atti giuridici caratterizzati da un'attività umana consapevole e voluta posta in essere da un soggetto capace di intendere e volere, questi atti possono essere illeciti o leciti. In relazione al rapporto tra volontà dei soggetti e conseguenze giuridiche gli atti possono suddividersi in:

T  Atti giuridici in senso stretto: sono dei comportamenti volontari le cui conseguenze sono determinate dalla legge anche se il loro autore non li abbia voluti(se faccio passare una tubatura dell'acqua da due miei terreni e dopo questi mi vengono a mancare si costituisce una servitù anche se io non lo ho voluto). Questi atti possono essere materiali se consistono in una modificazione  del mondo esterno o dichiarazioni di verità o di scienza.



T  Negozi giuridici sono atti consapevoli e volontari le cui conseguenze sono determinate nel limite del possibile dai soggetti agenti. La volontà del soggetto serve anche per la determinazione degli effetti.

Nei primi la volontà non ha grande importanza, nei secondi si.

La fattispecie astratta è la situazione con cui il legislatore si riferisce quando detta divieti o precetti, quella concreta si riferisce al singolo caso concreto preso in considerazione. La fattispecie può essere semplice se prevede un solo atto(morte di un individuo), complessa con più atti, a formazione progressiva quando tra i fatti della fattispecie si costituisce un collegamento logico. I fatti giuridici possono essere positivi se si concretano in azioni o negativi se si concretano in omissioni. Il tempo e lo spazio sono molto importanti per il diritto, il tempo in particolare può dar luogo all'acquisto(usucapione o prescrizione acquistata) o alla perdita di un diritto(prescrizione o decadenza.

Prescrizione: essa è la perdita di un diritto soggettivo per effetto di inerzia o del non uso da parte del titolare di esso protrattosi per un periodo di tempo determinato dalla legge. La prescrizione è inderogabile quindi è nullo ogni patto mirato a modificare la disciplina legale della prescrizione, le parti non possono rinunciare alla prescrizione prima che questa si sia compiuta, è invece ammesso l'inverso, opera solo su richiesta di una delle parti interessate. Alcuni diritto per la loro natura sono imprescrittibili, il diritto di proprietà, quello di rivendica, diritti della persona sono alcuni di essi. La prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere, La durata si distingue in prescrizione ordinaria che dura 10 anni e vale in tutti quei casi in cui la legge non dispone diversamente(prescrizione sui diritti reali altrui 20 anni), brevi che durano meno(danni provocati dalla circolazione dei veicoli 2 anni), presuntive che fanno nascere a favore del debitore una presunzione legale di amento e quindi di estinzione del debito. La prescrizione presuppone un'inerzia ingiustificata, se questa viene a mancare si ha un'interruzione della prescrizione. La sospensione si ha quando l'inerzia permane, ma trova giustificazione in situazioni previste dalla legge(accordi tra le parti, particolare condizione soggettiva es. militare richiamato al fronte non può svolgere il suo diritto). Quando la sospensione si esaurisce la prescrizione riprende il suo normale corso. L'interruzione si ha invece quando l'inerzia viene a mancare o perché il diritto è stato esercitato o perché il diritto viene riconosciuto dal soggetti passivo del rapporto, se cessa l'interruzione è necessari oche maturi per intero un nuovo periodo di prescrizione.

Decadenza è la perdita della possibilità di esercitare un diritto per il mancato compimento di una certa attività. Per evitare la decadenza bisogna solo compiere l'atto in questione. Essa può essere legale se prevista dalla legge (può essere fatta per tutelare dei diritti indisponibili, famiglia, allora la disciplina è inderogabile o nell'interesse di una delle parti la disciplina, trattandosi di diritti disponibili, è derogabile  o convenzionale se fatta da volontà privata(la decadenza sia per diritti disponibili e che il termine non sia troppo gravoso per esercitare il diritto stesso). La decadenza a titolo di pena che si ha per l'inosservanza di norme imperative(abuso di potere).

Negozio giuridico è quel particolare atto giuridico lecito in cui gli effetti non sono stabiliti dalla legge, ma sono liberamente scelti dalle parti. La volontà è molto importante in quanto il negozio ha lo scopo di comunicare agli altri una certa volontà. E' il mezzo più importante dell'autonomia negoziale. Essa ha due significati: quello come vincolo che indica l'irrevocabilità dell'impegno, come libertà in quanto da la scelta al privato di scegliere l'effetto, il tipo di contrattuale il contenuto che ogni negozio dovrà avere.

Nel negozio la cosa più importante è la volontà che non sempre coincide con la dichiarazione! Il legislatore ha deciso di dare più importanza alla dichiarazione anche se, in alcuni casi(testamento e donazione) si da più importanza alla volontà. Gli elementi essenziali per il negozio sono la volontà, la forma, la causa e l'esistenza di uno o più soggetti. Oltre a quelli essenziali esistono anche quelli naturali che sono degli elementi previsti dalla legge che servono per completare il negozio(nella compravendita è naturale la garanzia per i vizi della cosa venduta). La distinzione dei negozi secondo la natura soggettiva non si fonda sul numero delle persone che concorrono a formarli, ma sul numero delle parti. Parte non è una singola persona, ma ciascun centro di interessi. A seconda del numero delle parti i negozi si distinguono in uni-bi-plurilaterali. Nei negozi unilaterali se la manifestazione di volontà proviene da una sola persona si chiamano unipersonali  o pluripersonali se provengono da più persone che fanno parte unica. In tale categoria distinguiamo:

T   Atto collettivo è la dichiarazione di più persone, ben distinte costituenti un'unica parte, per un fine comune.

T   Atto collegiale in cui le dichiarazioni di volontà si fondono e formano la volontà di un soggetto diverso: la persona giuridica. 

T   Atto complesso che consta di più manifestazioni di volontà, riferite ad un unico interesse, che si fondono in un unico atto.

I negozi unilaterali si dividono anche in recettizi che per produrre effetti devono essere portati a conoscenza di altre persone(disdetta), non recettizi che non serve nessuna comunicazione ad altre persona(testamento).

Poi ci sono i negozi gratuiti(testamento), onerosi, patrimoniali, non patrimoniali(matrimonio, contratto di famiglia), negozi a causa di morte.

Primo importante elemento del negozio è la volontà. La volontà prima viene formata e poi esteriorizzata, durante queste fasi possono nascere degli errori: La dichiarazione sia stata emessa senza che ci sia volontà da parte del soggetto(mancanza di volontà), la volontà non corrisponda a quella dichiarata(divergenza tra volontà e dichiarazione), la dichiarazione corrisponda alla volontà ma questa sia formata in maniera anormale(vizi della volontà). Mancanza di volontà si ha: quando una persona dice una cosa per scherzo, durante una rappresentazione teatrale; quando si è costretti a fare una cosa da altro soggetto senza avere nessuna volontà di farlo(violenza fisica). Il negozio è completamente nullo.

Si ha un caso di divergenza tra volontà e dichiarazione quando: il soggetto dichiara cosa diversa dalla sua volontà senza che il destinatario se ne accorga(riserva mentale), il negozio è valido, quando c'è un errore sulla dichiarazione, 10 anziché 100(errore ostativo), il negozio è annullabile, quando per fraintendimento o errore di dichiarazione una parte aderisce apparentemente senza che ci sia volontà, il negozio è annullabile se dipeso da errore ostativo o nullo negli altri casi.

La Simulazione si ha quando le parti d'accordo tra loro pongono in essere dichiarazioni difformi dall'interno volere. Essa può essere assoluta se le parti fanno un negozio senza volerlo(chi simula di vendere i suoi beni per sottrarli ad una esecuzione forzata), relativa quando le parti fanno un negozio quando in realtà ne voglio un altro(far apparire un vendita, ma in realtà è una donazione), la simulazione relativa può essere soggettiva, interposizione fittizia, quando la parte sostanziale del contratto è diversa da quella che presta il suo nome oppure oggettiva quando si fa apparire vendita la donazione. In caso di simulazione assoluta il negozio non produce nessun effetto, quello relativo solo se è dissimulato ed sono stati rispettati la forma i requisiti(forma, liceità). I terzi pregiudicati dal contratto simulato possono, se interessati, dedurre la simulazione e far dichiarare nullo il negozio. I creditori del soggetto alienante(quello che vende) possono far valere la simulazione qualora pregiudichi i loro diritti(diminuisca la garanzia del loro credito), quelli del simulato acquirente se sono garantiti da ipoteca o pegno sui beni che formano oggetto della simulata alienazione; la simulazione è inopponibile nei loro confronti, agli altri che non vantano beni garantiti è opponibile la simulazione. Si ha conflitto quando i due tipi di creditori vogliono soddisfarsi sui beni del simulato, la legge tutela i creditori del soggetto simulato se la data del loro credito è anteriore a quella del simulato o quelli del soggetto acquirente il credito dei creditori del soggetto alienante è successivo all'atto simulato. La simulazione può essere accertata da chiunque ne abbia interesse con la c.d. azione di simulazione, azione di semplice accertamento della simulazione per provare l'inefficacia del negozio simulato. Con il negozio indiretto si segue una via indiretta per raggiungere uno scopo. Es. anziché donare un immobile a tizio gli si rilascia un mandato per amministrarlo senza obbligo di rendiconto, venderlo. Nel negozio fiduciario Tizio riceve un credito da Caio il quale gli da come garanzia la proprietà di un immobile con la promessa che gli sarà restituita con l'estinzione del debito.

I Vizi della volontà sono quegli elementi che si inseriscono nel processo informativo della volontà fuorviandola e determinandone una formazione anormale. Il vizio non è mancanza di volontà, questa nasce solo malata. I vizi a cui si riferisce la legge sono: l'errore, il dolo, la violenza. Tali vizi determinano l'annullabilità entro 5 anni. Di errore ne esistono due tipi: quello ostativo sulla dichiarazione o trasmissione, quello di vizio che è la falsa rappresentazione o l'ignoranza di un dato induce a stipulare un negozio. Gli errori determinano annullabilità ed hanno rilevanza soltanto se riconoscibili dall'altro contraente. Deve essere essenziale per la conclusione del contratto(penso di dare in locazione invece do in enfiteusi, scambio Tizio con Sempronio etc), deve essere riconoscibile per cui una persona di normale diligenza avrebbe potuto riconoscerlo. Questo è dovuto per tutelare quella persona(controparte) che per un errore non suo sia costretto a rinunciare al negozio.

Violenza morale consiste nella minaccia di un male ingiusto e notevole per fare in modo che un soggetto compia un negozio. Abbiamo la annullabilità e non la nullità come nel caso di violenza fisica, perché nella violenza morale abbiamo la volontà anche se questa è viziata. E' la stessa cosa se la violenza viene compiuta da un terzo estraneo.  La violenza morale per causare l'annullamento deve essere notevole cioè di una certa entità avendo riguardo dell'età e del sesso della persona, ingiusto cioè il male che una persona può fare solo mettendosi contro la legge, diretti alla persona o beni del contraente o coniuge o discendenti o ascendenti di esso.

Dolo è ogni raggiro e artificio con cui una persona induce un'altra a porre in essere un negozio che altrimenti non ci sarebbe stato. Esistono due tipi di dolo quello commissivo che consiste in un comportamento attivo della controparte e quello omissivo causato dalla menzogna, questo non è ancora chiaro se sia rilevante oppure no. Si pensa solo se la controparte aveva l'obbligo di dichiarare il vero stato delle cose. Il dolus malus è quello che vizia il negozio, dolus bonus è quello usato nella pubblicità e non ha rilevanza giuridica. Dolo determinate significa che senza di questo il negozio non ci sarebbe stato, dolo incidente indica che il negozio ci sarebbe stato ma a condizione diverse, il negozio resta valido, ma se la controparte era in malafede ha l'obbligo di risarcire i danni. Non è annullabile il negozio il cui dolo sia stato  fatto da un terzo e il contraente non è era a conoscenza. Nei negozi unilaterali in cui manca la controparte il negozio è sempre annullabile.

Forma è il modo con cui un soggetto pone in essere la sua volontà. La volontà può essere espressa se si attua con parole, cenni etc., tacita se consiste in un comportamento che sarebbe incompatibile con una volontà diversa. Il nostro ordinamento lascia una grande libertà di forma anche se in alcuni casi dice il modo in cui si deve procedere per rendere valido il negozio(compravendita di immobili, testamento), in questi casi la legge richiede un atto pubblico o una scrittura privata, a volte richiede la forma scritta solo per provare il negozio(contratto di transazione).

Causa è la funzione econimico-sociale che il negozio tende a realizzare(compravendita è scambio tra bene e prezzo, nella locazione è godimento del bene contro corrispettivo). LA causa va tenuta ben distinta dai motivi, la causa è un elemento tipico e costante di ogni negozio, i motivi sono le rappresentazioni soggettive che hanno spinto il singolo a contrarre il negozio. La causa è un elemento essenziale del negozio, quindi senza di essa il negozio è nullo. In base alla causa si possono distinguere:

T  Negozi tipici-atipici-misti-collegati. Tipici sono quelli fissati dalla legge, forniti di un propria denominazione e di una determinata disciplina(locazione, vendita). Atipici sono quei negozi non previsti e disciplinati dalla legge, devono essere leciti e devono realizzare un interesse meritevole. Misti sono quei negozi che sono la fusione di due o tre negozi tipici, Es. contratto di posteggio abbiamo la causa di locazione e la causa del deposito. Collegati quando una complessa funzione economica si realizza solo attraverso il ricorso a più negozi.

T  Negozi causali e astratti. Causali sono quelli che non producono alcun effetto in caso di mancanza o illiceità della causa. La causalità del negozio costituisce la regola. Astratti sono quelli i cui effetti si producono prescindendosi dalla causa che in un primo momento viene accantonata, pur potendo avere rilievo in un momento successivo. L'astrazione deve essere sancita dalla legge e lo è in quei limiti in cui soddisfa le esigenze sociali di acquisto e di circolazione dei diritti.

La causa in un negozio può mancare all'origine, allora abbiamo difetto genetico, o in un momento successivo allora ricorre il difetto funzionale della causa.  Il difetto genetico è manifestato nei negozi tipici quando la causa non svolge la funzione che ne è propria, nei negozi atipici la causa manca quando il negozio è diretto a conseguire dei motivi futili non meritevoli di tutela da parte dell'ordinamento. Il difetto funzionale si realizza solo nei contratti a prestazioni corrispettive, nei casi di eccessiva onerosità, impossibilità sopravvenuta, il soggetto a cui viene a mancare la causa della prestazione può chiedere la risoluzione del contratto. Illiceità della causa, quando questa e contraria a norme imperative del nostro ordinamento rende il negozio nullo. Il motivo ha rilevanza solo se esso è illecito(loco una casa a un soggetto il quale organizza un luogo di appuntamenti), in questo caso il negozio è nullo. Il testamento e la donazione sono annullabili se il motivo risulta dall'atto, ci sia errore sul motivo. E' nullo il contratto che cerca di eludere la legge(si stipula una vendita con patto di riscatto con il fine di realizzare un patto usuraio).

La rappresentanza è quella ura di sostituzione per cui un determinato soggetto (detto rappresentante) ha il  potere di agire in nome e per conto di altro soggetto (rappresentato) e gli effetti giuridici ricadono sul rappresentato. Abbiamo:

T  Rappresentanza diretta quando il rappresentante agisce per nome e per conto altrui.

T  " indiretta quando il rappresentante agisce solo per conto altrui, il negozio cade nella sfera giuridica del rappresentante, per farlo cadere sul rappresentato si ha bisogno di un'altra attività.

T  " legale trova la sua fonte solo nella legge (genitore rappresentante legale dei li).

T  " volontaria trova la sua fonte solo nella volontà, essa è conferita solo con la procura.

La rappresentanza volontaria non è ammessa per quei negozi che per legge devono essere compiuti di persona: testamento, donazione matrimonio e negozi familiari

La procura è quel negozio con il quale una persona conferisce ad un'altra il potere di rappresentarla. La procura deve essere conferita con la stessa forma prescritta dalla legge per il negozio che il rappresentante deve concludere. La procura può essere espressa se l'interessato conferisce ad un soggetto il potere di rappresentarlo(anche verbalmente), generale se riguarda tutti gli affari del rappresentato, generica solo alcuni, speciale solo se riguarda uno o due affari., revocabile se il rappresentato può revocare la rappresentanza. Se ad una persona è vietato acquistare un certo potere non potrà acquistarlo nemmeno per mezzo del rappresentante. Se la volontà si è formato con un vizio sarà annullabile il negozio che ne consegue. Si ha abuso di potere se il rappresentante pur fornito di potere di rappresentanza abbia fatto cattivo uso di questo perseguendo un interesse proprio o di un terzo a scapito dei quello del rappresentato. Esiste conflitto di interessi se il rappresentante doveva scegliere se tutelare l'interesse del rappresentato o un interesse diverso da quest'ultimo. In tal caso il contratto è annullabile su domanda del rappresentato, contratto concluso dal rappresentante con se stesso in duplice veste di rappresentante e controparte anche qui il contratto è annullabile.

Si ha eccesso di potere quando il rappresentante ha agito oltre i propri limiti, difetto quando un soggetto si finti rappresentante senza averne i poteri. In questi due casi: l'atto è inefficace, il rappresentante è tenuto a risarcire alla controparte i danni che eventualmente ha subito nel confidare senza sua colpa nel negozio.

Tuttavia il rappresentato può fare in modo che il negozio acquisti efficacia con la ratifica, cioè un negozio unilaterale e recettizio con cui il rappresentato conferisce al negozio, compiuto dal rappresentante falso o che abbia abusato del suo potere, efficacia.

Le parti possono liberamente mettere nel negozio degli elementi accidentali in modo da influenzandone l'efficacia. I principali elementi accidentali sono: la condizione, il termine e l'onere.

La Condizione è un avvenimento futuro e incerto al cui verificarsi le parti subordinano l'inizio o la cessazione dell'efficacia del negozio. La condizione deve essere possibile e lecita. Può riguardare l'evento determinato nel tempo(quando sarai maggiorenne), indeterminato nel tempo(quando ti sposerai), riguardo agli effetti abbiamo la condizione sospensiva che è quella da cui dipende l'inizio di efficacia(ti regalo l'orologio se ti laurei) e la condizione risolutiva che è quella che fa cessare gli effetti del negozio(ti regalo l'orologio, ma se sarai bocciato me lo restituirai). Rispetto alla causa produttrice dell'avvenimento abbiamo la condizione causale il cui verificarsi dipende da terzi(se arriva la nave), la condizione mista che dipende una parte da terzi e una parte da una delle parti e la condizione potestativa che può essere vera e propria se consiste in un fatto che, pur essendo volontario, non è indifferente compiere perché si riferisce a qualche interesse per la parte(se aprirò un'azienda ti assumerò) oppure meramente potestativa si riferisce ad un fatto che è indifferente compiere(se vorrò, se ne avrò voglia etc). Si ha pendenza quando la condizione non si è ancora verifica ma potrebbe farlo da un momento all'altro. Chi ha acquistato un diritto sotto condizione sospensiva può compiere atti conservativi e può disporre del diritto sotto condizione, chi invece lo ha acquistato in maniera risolutiva può esercitarlo ma l'altra parte può compiere atti conservativi. Si ha mancanza quando la condizione non si è avverata e per certo non si avvererà mai per cause non imputabili ad una delle parti. Quando la condizione si è verificata gli effetti del negozio risalgono fino al momento del compimento del negozio. Se la condizione è illecita si ha la nullità del contratto, se è nel testamento si fa finta che non i sia tranne che sia unico motivo per la disposizione. Se la condizione è impossibile(se tocchi il cielo con un dito) il negozio è nullo in caso di condizione sospensiva e perfettamente valido nel caso di risolutiva, in caso di testamento vale la regola di prima. Ci sono dei negozi che non tollerano la condizione come: matrimonio, negozi di diritto familiare, accettazione e rinuncia dell'eredità e la girata cambiaria.

Il Termine può definirsi come un avvenimento futuro e certo, anche se non si sa quando si verificherà, da cui le parti fanno dipendere l'inizio o la cessazione del negozio. Il termine si divide in termine di efficacia che è quello da cui si fanno dipendere gli effetti del negozio, termine di scadenza è quello che riguarda il momento in cui l'obbligazione deve essere eseguita e termine di diritto che è quello fissato dalle parti per i diritti che non hanno vita eterna(diritto di superficie). Si ha pendenza del termine se non si è ancora verificato, se una parte adempie per la sua parte non può chiederne la restituzione ma solo il rimborso del vantaggio arrecato all'altra parte. La scadenza del termine è quando questo si realizza, non opera retroattivamente. Matrimonio, accettazione di eredità e testamento non accettano il termine.

Onere è una clausola accessoria che si appone solo agli atti di liberalità(donazione, istituzione di erede) per limitarne gli effetti.(ti dono un'immobile se ogni settimana vieni a trovarmi).Se è illecito si fa finta che non ci sia tranne che si determinante, l'impossibilità sopravvenuta libera l'obbligato, questo non è tenuto a dare più di quanto abbia ricevuto. L'inadempimento può portare qualora sia scritto nel testamento o nella donazione alla risoluzione del contratto.

Per il codice un negozio è nullo se manca uno degli elementi essenziali, la causa o il motivo sono illeciti, l'oggetto è impossibile, illecito o indeterminabile, contrario a norme imperative. Il negozio nullo non produce effetti, nemmeno nei confronti di un terzo a meno che la domanda di trascrizione di nullità non sia stata trascritta entro cinque anni dal negozio nullo. La nullità può essere totale se riguarda l'intero negozio o parziale se riguarda solo delle clausole che possono essere oggettive se colpisce una parte del negozio che può essere sostituita da norme imperative e le parti avrebbero concluso il negozio anche senza quelle clausole esso rimane valido o soggettive se colpisce il vincolo di una delle parti. La nullità è imprescrittibile, ha effetto retroattivo, può essere rilevata di ufficio. Il negozio nullo può essere convertito e produrre effetti se c'è l'elemento soggettivo che presume che se le parti avessero saputo che il negozio era nullo avrebbero dato luogo al negozio risultante dalla conversione e un elemento oggettivo che dice che il negozio deve contenere i requisiti di forma e sostanza del negozio in cui dovrà essere convertito. Un negozio è invece annullabile quando c'è un vizio nel consenso, incapacità legale o naturale della parte o in altri casi previsti dalla legge. L'annullabilità può essere di regola domandata solo dalla parte stabilita dalla legge, il giudice non può rilevarla e si può sanare per mezzo della convalida o per prescrizione(5 anni), ha efficacia retroattiva e la sentenza di annullamento distrugge gli effetti prodotti dal negozio, come se questo non ci fosse mai stato. Se l'annullamento deriva da incapacità legale i gli effetti retroattivi si applicano anche ai terzi altrimenti no salvo che prima del loro acquisto non sia stata trascritta la domanda di annullamento. Il negozio può essere sanato per mezzo della convalida. Essa è il negozio con il quale il soggetto legittimato rinuncia al diritto di annullamento, può essere espressa se risulta da dichiarazione in cui ci sia l'indicazione del negozio, il motivo di annullabilità e la dichiarazione di convalida, tacita quando la parte pur conoscendo l'annullabilità da esecuzione al negozio. Con il negozio di conservazione la legge vuole evitare che l'autonomia negoziale una volta esercitata resti improduttiva di effetti e che il negozio concluso resti posto nel nulla. Un negozio giuridico si dice irregolare quando pur essendo perfettamente valido abbia violato qualche comando legislativo, la cui sanzione non si riflette sull'atto, ma consiste in una pena per chi lo ha posto in essere.


I beni e i diritti reali


I Beni sono quelle cose che possono formare oggetto di diritto. La cosa è diversa dal bene, la prima è una parte separata della materia circostante, si dividono in cose in senso non giuridico che non presentano interesse economico(aria, il sole) e in senso giuridico che formano la categoria dei beni, il bene è tutto ciò che può arrecare utilità all'uomo. I beni possono essere corporali se sono dotati di materialità corporea o incorporali viceversa(ingegno). Beni mobili(energia elettrica), immobili(case, corsi d'acqua), cose specifiche(il cavallo Ribot), generiche(un cavallo), fungibili se si possono contare, pesare(grano, stoffa), infungibili sono quelle che non possono essere scambiate perché individuate dalle parti in relazione a un dato rapporto(Il libro che ricorda il padre defunto), consumabili sono quelle che per utilizzarle bisogna consumarle (cibo), inconsumabili sono quelle che si prestano ad un uso continuo senza che restino distrutte (fondo) o si deteriorano(vestito), divisibili sono quelle cose che possono essere divise senza che la loro destinazione economica ne sia inalterata(denaro, edificio diviso in piani), indivisibili tutte le altre. Beni produttivi sono quelli destinati ad un procedimento diretto alla trasformazione di altre cose(materie prime), quelli di consumo sono utilizzati per il soddisfacimento immediato di interessi e bisogni. Poi ci sono le cose semplici che per la loro natura non possono essere divise senza intaccare la loro natura(pianta, animale), composte in cui più cose sono unite per formare un'altra cosa che ha interesse economico diverso dalle cose che la compongono(casa formata da mattoni, travi cemento etc.), connesse in cui due o tre cose vengono messe in relazione tra di loro per cui è possibile distinguere una cosa principale da una accessoria. Le cose connesse possono essere incorporate(incorporazione) quando una cosa mobile è artificialmente o naturalmente compenetrata in una immobile(statua in una nicchia entrambe le cose devono appartenere alla stessa persona) o pertinenti(pertinenza) se la cosa è destinata in modo durevole a servizio o ad ornamento di un'altra cosa(strumenti rurale sono pertinenza del fondo).

Le universalità di mobili sono tutte quelle cose che appartengono alla stessa persona e hanno una destinazione unitaria(gregge, biblioteca), gli elementi principali sono una pluralità di cose mobili, una destinazione unitaria, l'appartenenza al medesimo soggetto. Le universalità di diritto in cui convergono un pluralità di rapporti giuridici è considerato come complesso unitario dalla legge, è lei che regola unitariamente una serie di rapporti giuridici(eredità). Il patrimonio è costituito da un insieme di rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo ad una persona e valutabili economicamente. Il patrimonio può essere separato se costituito da quei beni che in virtù di una particolare destinazione devono essere considerati come staccati dal restante patrimonio di un soggetto(fondo familiare), autonomo è quello che staccatosi dal tutelare viene trasferito ad un altro soggetto mediante la creazione di una persona giuridica o di una associazione non riconosciuta. I frutti sono quei beni che provengono da altri beni, sono naturali se provengono direttamente da un altro bene(legna, le parti animali) essi diventano beni autonomi solo con la separazione, prima infatti formano parte di un altro bene, civili se provengono indirettamente da altro bene(corrispettivi, interessi) essi si acquistano giorno per giorno in ragione alla durata del diritto.

I Diritti reali sono quei beni che assicurano al titolare un potere immediato ed assoluto su un bene, pertanto essi sono immediati(diretta signoria sul bene senza la cooperazione di altre persone), assoluti e tipici(descritti dalla legge). Fra i diritti reali il diritto di proprietà è quello più potente, diritti reali su cosa altrui, diritti di godimento e i diritti reali di garanzia.

Diritto di proprietà. Il proprietario ha il diritto di godere(cioè di decidere se come e quando utilizzare la cosa nella destinazione designata dal legislatore, area edificabile o no) e disporre delle cose(il potere di alienarla, lasciarla in testamento etc.) in modo pieno ed esclusivo. Il diritto di proprietà ha i caratteri della pienezza(ogni proprietario può utilizzare la cosa per ogni lecita faccenda. I limiti che comprimono il diritto possono venire o da un atto stipulato tra privati, diritto reale di godimento, o da disposizioni di legge), elasticità(quando il potere di proprietà sono stati limitati da un usufrutto quando questo si estingue il diritto riacquista la sua ampiezza primitiva), autonomia e indipendenza, imprescrittibilità(la proprietà non si perde per non uso). La legge ha operato una distinzione tra limite e limitazione. La limitazione è una fattispecie che comprime il diritto di proprietà nel vero senso della parola, esse avvantaggiano uno nei confronti di un altro(servitù), i limiti sono dei limiti imposti dalla legge alla proprietà per regolare i rapporti del buon vicinato, sono rivolti ad entrambi i soggetti(non si può costruire a meno di un 1,5 metri dal vicino, a differenza delle limitazioni, i limiti nascono contemporaneamente assieme al diritto di proprietà). I limiti imposti dalla legge possono essere posti nell'interesse pubblico o nell'interesse privato. Nel primo caso sono oggetto del diritto amministrativo dove sono qualificati come vincoli, prevede l'espropriazione, l'occupazione e la requisizione; al proprietario spetta solo un'indennità che non è il prezzo del bene. Nel secondo caso concernano le proprietà immobiliari e regolano i rapporti tra il vicinato(stillicidio le acque che colano dal tetto devono andare sul proprio terreno, immissione devono essere di normale tollerabilità, atti emulativi in cui il proprietario non può fare atti con l'unico scopo di dare fastidio agli altri). Il diritto di proprietà si estende in verticale fino all'infinito. Il proprietari non può non permettere la costruzione di una galleria che non pregiudichi la stabilità dell'edificio e non danneggi gli interessi del proprietario. In orizzontale la proprietà si estende fino ai confini: il proprietario deve però consentire l'esercizio della caccia se questa non danneggia culture, per il compimento di opere necessarie al vicino e per il recupero di cose o animali caduti in maniera accidentale li. La proprietà può essere acquistata a titolo originario quando non dipende da un uguale diritto del precedente titolare o sorge per la prima volta(pesce pescato), i modi di acquisto a titolo originario operano senza l'aiuto del giudice, a titolo derivativo significa che dipende dall'esistenza del diritto di un precedente proprietario(compravendita). L'occupazione è la presa possesso di cose mobili(gli immobili sono di proprietà dello stato) che non sono proprietà di nessuno, l'invenzione è il ritrovamento di cose smarrite, queste devono essere ridate al proprietario o al sindaco del paese di ritrovamento, se dopo un anno non si fa vivo nessuno il diritto di proprietà spetta al ritrovatore, altrimenti gli spetta il 10% del valore della cosa. Se si tratta di tesoro al ritrovatore spetta il 50% e l'altro al proprietario del fondo in cui è stato ritrovato il tesoro. Accessione  si verifica quando una proprietà preesistente attira nella sua orbita costruzioni o altre cose, il proprietario della cosa originaria diventa proprietario anche della nuova cosa(alluvione intesa come insensibile ma progressivo aumento del fondo il proprietario acquista il nuovo fondo, se il fondo si stacca e va ad accrescere un altro fondo il proprietario di quest'ultimo diventa il titolare di tutto ma deve dare un risarcimento all'altro. Le azione petitorie sono quelle poste in difesa della proprietà, mirano cioè ad accertare ed affermare la titolarità del diritto di proprietà sono:

T  La rivendica è l'azione con cui il proprietario rivendica la cosa propria da chiunque la possiede o la detiene senza titolo, legittimato attivamente è chi sostiene di essere proprietario della cosa, passivamente è chi detiene la cosa abusivamente. E' molto meno gravoso in quanto non tocca a lui dimostrare che la cosa non è sua.

T  Azione negatoria è quell'azione con cui il proprietario fa dichiarare l'inesistenza dei diritti affermati da altri soggetti sulla cosa quando teme pregiudizi o vuole far cessare molestie sul suo diritto. Legittimato attivamente è il proprietario che deve solo dimostrare che la proprietà è sua, legittimato passivamente è colui che provoca molestie o afferma di essere titolare di diritti reali sulla cosa.

T  Azione di regolamento di confini azione che due proprietari confinanti possono chiedere per definire i confini. L'onere della prova spetta ad entrambi i proprietari.

T  Azione per apposizione di termini è l'azione con cui due proprietari confinanti, con confini certi, possono chiedere che, a spese comuni, vengano messi dei segni materiali per delineare i confini.

Comunione ricorre quando un diritto di proprietà appartiene a due o più persone, queste non hanno una quota materiale, ma possiedono il bene nella sua integrità. La comunione può essere volontari(accordo tra le parti) incidentale(per atto indipendente dalla volontà), ordinaria(ognuno può chiedere la divisione) forzosa (niente divisione). Le fonti sono la volontà delle parti, le norme speciali e quelle generali. Ogni comunista può usare la cosa, alienarla o ipotecarla, gode degli utili in proporzione alla sua quota, può chiedere la divisione, gestire assieme agli altri la cosa comune. Le spese vanno divise in proporzione, la comunione finisce con la divisione. Il condominio è una particolare forma di comunione forzata e perpetua in quanto ogni persona oltre che essere proprietaria del suo appartamento è comproprietaria di scale, muri perimetrali etc. Il condominio è formato dall'assemblea che delibera e dall'amministratore che esegue. Per essere valida l'assemblea deve essere composta da un quorum che è un numero minimo di condominiali i quali devono essere tutti invitati. Le decisioni vengono presi con il maggioritario semplice, per le innovazioni maggioranza qualificata, tutti i condomini per atti di disposizione. Ogni condominio con più di 10 persone deve avere un regolamento in cui viene spiegato come funzione l'assemblea, norme di uso dei vari beni. Il condominio si estende quando tutto l'edificio viene ad avere stesso proprietario. La multiproprietà ricorre quando lo stesso immobile viene alienato a più soggetti. Questi hanno il godimento del bene per un periodo limitato a turno con gli altri proprietari(casa al mare). 

Superficie. Il proprietario può far costruire al di sopra del proprio suolo un edificio cedendo ad altri la proprietà. In seguito può alienare la superficie senza toccare l'edificio. Il diritto di superficie può essere fatto con negozio o testamento. Legittimato a costruire è solo il proprietario del suolo. Il diritto di superficie può essere perpetuo o temporaneo. Se temporaneo quando questo finisce il proprietario del suolo diventa proprietario anche dell'edificio, può estinguersi per prescrizione se il diritto di eseguire la costruzione non viene esercitato per venti anni.

Enfiteusi è un diritto di godimento di cosa altrui che attribuisce al titolare lo stesso potere do godimento del fondo che spetta al proprietario salvo l'obbligo di are un canone periodico e di migliorare il fondo. Può essere costituita per usucapione, testamento e contratto, può essere perpetua o determinata, in quest'ultimo caso deve avere almeno venti anni di durata. L'enfiteuta deve are, migliorare il fondo, ha diritto al rimborso per i miglioramenti apportati. L'enfiteuta non può a sua volta costruire enfiteusi sul fondo. L'affrancazione è un diritto potestativo dell'enfiteuta il quale attraverso il suo lavoro diventa proprietario del fondo ando una somma uguale a quindici volte il canone annuo. Se il proprietario non aderisce l'enfiteuta può adire l'Autorità Giudiziaria la quale con sentenza pronuncia l'affrancazione. La devoluzione è un diritto potestativo del proprietario che, con l'aiuto dell'Autorità giudiziaria, può chiedere la caduta dell'enfiteusi se l'enfiteuta deteriora il fondo o non adempie all'obbligo di migliorarlo. La richiesta di affrancazione prevale sempre su quella di devoluzione. L'enfiteusi si estingue per perimento del fondo, affrancazione o devoluzione, confusione, per non uso ventennale del diritto da parte dell'enfiteuta.

Onere reale sono prestazioni positive a carattere periodico che consistono nel dare o nel fare qualche cosa.

L'usufrutto è il diritto riconosciuto all'usufruttuario di godere ed usare della cosa altrui traendo da essa tutte le utilità che può dare, frutti compresi con l'obbligo di non mutarne la destinazione economica. Solitamente riguardano beni infungibili e inconsumabili. Possono riguardare però anche cose consumabili, allora si parla di quasi usufrutto. L'usufruttuario in questo caso non ha l'obbligo di restituire i beni imprestati, ma altri beni dello stesso genere e qualità. L'usufrutto non può eccedere la vita dell'usufruttuario o i 30 anni se si tratta di persona giuridica, non è possibile succedere per mortis causa. L'usufrutto può acquistarsi per legge, per testamento, per contratto, per usucapione. L'usufruttuario può servirsi del bene ed amministrarlo, può ipotecarlo o darlo in locazione, può cedere il proprio usufrutto(non per testamento), ha diritto ad una indennità per i miglioramenti apportati. Inoltre deve restituire la cosa al termine del contratto, non modificare la destinazione economica, sostenere le spese per l'amministrazione e custodia del bene, are le tasse riguardanti la cosa, denunciare al proprietario le usurpazioni fatte da terzi e sopportare assieme le spese delle liti che riguardano la proprietà. Il proprietario deve sostenere le spese non annuali (spese di miglioria), curare le riparazioni straordinarie del bene. L'usufrutto si può estinguere per perimento del bene, prescrizione(non uso ventennale), consolidazione(confusione), abuso dell'usufruttuario(aver lasciato deperire il bene per le operazioni di ordinaria manutenzione, rinuncia dell'usufruttuario, annullamento, rescissione, risoluzione del contratto, scadenza del termine. Il diritto di uso attribuisce al titolare il diritto di servirsi di un certo bene e se questo è fruttifero di avere i frutti ma solo in proporzione ai bisogni suoi e della sua famiglia. Il diritto di abitazione conferisce al titolare il diritto di abitare in una famiglia limitatamente ai bisogni suoi e della famiglia. Questi due diritti hanno carattere personalissimo.

Servitù è quel peso che un fondo dominante attua su un fondo(fondo servente) per la sua l'utilità. Può riguardare anche un'utilità non economica(conservare la vista panoramica di una villa). La servitù si trasferisce congiuntamente al trasferimento del fondo, la servitù si attua solo con un non facere e mai con un facere. Esse sono apparenti se sono ben visibili(acquedotto), non apparenti non sono visibili(non edificare), affermative se implicano un comportamento attivo del proprietario(passaggio)queste a sua volta possono essere continue se una volta fatte non è richiesto il fatto dell'uomo(acquedotto) discontinue se è richiesta l'attività ripetuta del fondo dominante(passaggio), negative se comportano solo un non facere(non edificare). Le servitù coattive son quelle previste dalla legge. E' un diritto potestativo del proprietario farla valere oppure no, esso può deciderla contrattualmente o con sentenza del tribunale, il fondo servente avrà un'indennità(acquedotto coattivo, passaggio coattivo). Le servitù volontarie possono essere acquistate per testamento o per contratto solitamente a titolo oneroso. Le servitù apparenti possono essere acquistate per usucapione o per destinazione del padre di famiglia(se ho due campi e costruisco un acquedotto per portare l'acqua al secondo, se vendo il primo campo l'acquedotto continuerà ad esistere). La servitù comprende tutte quelle facoltà accessorie necessarie per l'esercizio della servitù(il diritto di prendere acqua comprende anche il diritto di passaggio fino alla sorgente).La servitù termina per confusione, per non uso di 20 anni, scadenza del termine e verificarsi della risoluzione risolutiva, abbandono del fondo servente da parte del proprietario. Le azioni della servitù sono le azioni di mero accertamento(far conoscere in giudizio l'esistenza della servitù), azione confessoria(fa cessare gli impedimenti e turbative della servitù), azione per il risarcimento dei danni(tutela il diritto che nasce dalla servitù).

Il possesso è il potere che sia sulla cosa che si manifesta con l'esercizio del diritto di proprietà o di altro diritto reale. Gli elementi del possesso sono: l'elemento oggettivo(il soggetto si comporta come da proprietario del bene), soggettivo(la volontà del possessore di esercitare sul bene i poteri del proprietario). Sono suscettibili al possesso tutti i beni mobili, non so suscettibili le universalità giuridiche, le parti non separabili, le pertinenze, lo spazio aereo. La detenzione è mero potere di fatto sulla cosa senza intenzione di esercitare su di essa un diritto reale. La detenzione può tramutare in possesso solo se un terzo(proprietario del bene) trasferisca il diritto di proprietà al detentore o se il detentore faccia sapere al proprietario che intende tenere il bene in nome e per conto proprio. L'acquisto del possesso si realizza con l'apprendimento della cosa fisica con l'intendo di possederla, può realizzarsi per consegna(consegna delle chiavi dell'immobile), successione. Quando muore il possessore il possesso continua per mezzo del suo erede con gli stessi caratteri che aveva rispetto al defunto, accessione del possesso ciò il successore a titolo particolare(legatario) può unire al proprio possesso quello del suo autore(se non viziato o in malafede) ai fini dell'usucapione. Il possesso può essere legittimo se è stato continuo, non clandestino, non interrotto, di buona fede se colui che possiede ignora di ledere al diritto altrui, questo possesso, con un titolo idoneo al trasferimento, porta all'usucapione. Il proprietario può esercitare la volontà di far riconoscere il suo diritto e avere la cosa indietro. Il possessore di buona fede deve restituire i frutti dalla domanda di rivendica o quelli che avrebbe potuto restituire se avesse usato la diligenza giusta, il possessore di malafede deve restituire i frutti da quando ha iniziato a possedere il bene, ha diritto, però, al rimborso delle spese fatte. Come detto se un terzo acquista da un soggetto un bene di cui non ne è proprietario, il terzo acquista la proprietà se ne era in buona fede ed esiste un titolo idoneo al trasferimento(contratto, negozio unilaterale). Può solo riguardare beni mobili non registrati. Le azioni possessorie tutelano il possesso, solo temporaneamente, del soggetto:

T  L'azione di spoglio o reintegrazione: è l'azione con cui il possessore spogliato del possesso chiede di essere reintegrato in esso. Lo spoglio cioè l'arbitraria privazione materiale del possesso operata consapevolmente da un soggetto deve avere i requisiti di violenza(anche morale) o clandestinità(in modo occulto nei confronti del possessore), legittimato positivamente è il possessore, negativamente l'autore materiale dello spoglio.

T  L'azione di manutenzione: è diretta a tutelare i possessori contro le molestie e le turbative, è concessa anche per lo spoglio non clandestino e non violento. E' tutelabile solamente il bene immobile e mobile registrato. Legittimato attivamente è il possessore, passivamente è l'autore morale o materiale della molestia o dello spoglio non clandestino. Termine di prescrizione un anno come la nota precedente.

Usucapione è il mezzo per mezzo del quale, per effetto del protratto possesso del bene per un certo periodo di tempo si produce l'acquisto della proprietà o altro diritto di godimento. Questo si giustifica nel favorire chi si occupa del bene rendendolo produttivo, l'esigenza di rendere certa e stabile la proprietà. Il bene viene acquistato a titolo originario. Per produrre gli effetti il possesso deve essere continuo, non violento o clandestino, protratto per un certo periodo di tempo, il bene deve essere in commercio e non demaniale. L'usucapione si dice ordinaria se la durate è di 20 anni per l'acquisto della proprietà o altri diritti reali di godimento su universalità di mobili o immobili, abbreviata se oltre ai soliti requisiti si aggiunge la buona fede(ignoranza di ledere a diritto altrui), un titolo valido ed astrattamente idoneo al trasferimento del diritto(valido per forma e sostanza), la trascrizione del titolo da cui decorre il tempo necessario per l'usucapione. In questo caso la durata si abbassa a 10 anni per beni immobili, 3 anni per mobili registrati, 5 anni per fondi rustici. Per i beni mobili con il titolo e la buona fede l'acquisto è immediato, se manca il titolo l'usucapione si realizza in 10 anni in buona fede o 20 in malafede.

Oltre che i beni materiali anche i beni immateriali(invenzioni)sono oggetto di diritto, si chiamano:

T  Diritti d'autore regolano la proprietà intellettuale, nasce con la nascita dell'opera, tutela le opere intellettive, letterarie, le arti urative, hanno un contenuto morale riguardante il diritto di essere riconosciuto autore dell'opera, il diritto di inedito, di modificare l'opera, di anonimo, patrimoniale riguardante l'utilizzazione esclusiva dell'opera per tutta la vita e i 50 anni successivi. Il diritto morale è imprescrittibile, inalienabile, non trasmissibili, quello patrimoniale è trasmissibile con il contratto di edizione.

T  Diritto d'inventore è il diritto che tutela la proprietà industriale. Per avere tale diritto bisogna che ci sia il riconoscimento di nuova invenzione(brevetto) la cui validità dura per 15 anni dalla data di deposito. L'invenzione per diventare brevetto deve essere nuova, applicabile e ancora segreta. La legge prevede anche i modelli di utilità i quali sono un'invenzione che rende più comodo l'utilizzazione di un utensile (manico più pratico) e i disegni ornamentali atti a dare uno speciale ornamento a determinate categorie di prodotti industriali.   




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