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GERMANIA (ordinamento dello stato)

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GERMANIA (ordinamento dello stato)

Con la riunificazione del 3 ottobre 1990, la costituzione promulgata il 23 maggio 1949 per l’ex Repubblica Federale Tedesca e successivamente modificata, fu estesa a tutto il paese riunificato: essa definiva il paese uno “stato federale e democratico basato sulla giustizia sociale” e si richiamava alla costituzione della Repubblica di Weimar (1919-l933), conferendo tuttavia rispetto a questa una più ampia autonomia all’amministrazione dei singoli stati.

Divisioni amministrative

La Germania è suddivisa in 16 stati occidentali (Land; plurale Ländes), Baden-Württemberg, Baviera, Brema, Amburgo, Assia, Bassa Sassonia, Renania Settentrionale-Vestfalia, Renania-Palatinato, Saarland, Schleswig-Holstein e cinque stati orientali, Meclemburgo-Pomerania, Brandeburgo, Sassonia-Anhalt, Turingia e Sassonia.



Potere esecutivo

La costituzione stabilisce che il capo di stato è il presidente federale eletto, con mandato di cinque anni, da una convenzione composta da membri del Bundestag (camera bassa del parlamento) e da un numero equivalente di rappresentanti scelti tra le legislature di ogni stato; il presidente nomina il cancelliere, capo dell’esecutivo, il cui incarico deve essere approvato con maggioranza assoluta dal Bundestag. Anche i ministri di gabinetto sono nominati dal presidente, sulla base delle proposte del cancelliere; quest’ultimo è responsabile di fronte al Bundestag, che può destituirlo dall’incarico con un voto di sfiducia, a maggioranza semplice. La costituzione prevede comunque che, nel caso di voto di sfiducia al capo dell’esecutivo, il Bundestag debba essere in grado di eleggere il successore nel corso della stessa seduta.

Potere legislativo

Il parlamento tedesco si divide in due camere: il Bundestag, o camera bassa, e il Bundesrat, o consiglio federale, entrambe allargate nel 1990 per includere i rappresentanti della Germania orientale. I membri del Bundestag vengono eletti, con mandato quadriennale, dai cittadini di età superiore ai 18 anni; metà dei membri sono eletti direttamente in distretti elettorali uninominali, mentre il resto viene scelto in base a criteri proporzionali. Il Bundesrat è composto da delegati scelti dai governi dei vari stati; il loro numero varia da tre a cinque a seconda della popolazione.

Le leggi vengono generalmente approvate a maggioranza semplice dal Bundestag; quelle che trattano materie di interesse specifico devono invece essere approvate anche dal Bundesrat, che ha facoltà di porre il veto alle leggi approvate dal Bundestag. Per modificare la costituzione è necessaria una maggioranza di due terzi di entrambe le camere; alcune sue parti fondamentali non possono tuttavia essere modificate.

Potere giudiziario

Il potere giudiziario è organizzato attraverso l’attività di tribunali di diverso ordine e grado, tra i quali quello di rango più elevato è il Bundesverfassungsgericht (Corte costituzionale federale), con sede a Karlsruhe. Ogni stato ha tribunali propri, che fanno capo all’Oberlandsgericht (Alta corte di stato).

Governi locali

I governi locali hanno ampi poteri, tra cui quello di imporre tasse, formulare le politiche relative all’istruzione e alla cultura e mantenere un proprio corpo di polizia. Ogni stato ha un’assemblea eletta con voto popolare che sceglie un ministro-presidente o (ad Amburgo e a Brema) un primo sindaco, che funge da capo dell’esecutivo. Gli stati sono suddivisi in contee, municipalità, e comuni.



Partiti politici

Dopo le elezioni generali del Bundestag unificato, nel 1990, i principali partiti politici tedeschi, in ordine di rappresentanza, furono l’Unione cristiano-democratica (CDU), il Partito socialdemocratico della Germania (SPD), il Partito liberaldemocratico (FDP), l’Unione cristiano-sociale (CSU), il Partito del socialismo democratico (PDS) e i Verdi (Grünen).

I conservatori del CDU hanno scarso seguito in Baviera, campo di azione del suo stretto alleato, il CSU, partito ancor più conservatore; entrambi i partiti furono fondati nel 1945. L’SPD, fondato nel 1875, mantenne un orientamento marxista fino al 1959; durante gli anni Ottanta e Novanta si fece promotore di una economia di libera impresa, con un grado di intervento statale comunque sufficiente a garantire il benessere pubblico. Il partito determinante per l’equilibrio del potere nella camera bassa è stato spesso l’FDP, partito liberale fondato nel 1948, sostenuto principalmente dalla classe media. A essere rappresentato per la prima volta nel Bundestag nel 1983 fu invece il partito dei Verdi, formazione politica principalmente interessata ai problemi dell’ambiente, all’antinuclearismo e al pacifismo.

Dopo il crollo del regime nella Repubblica Democratica Tedesca nel 1989, il Partito di unione socialista, che dominava da tempo la vita politica del paese, si ricostituì come Partito del socialismo democratico e contestò le elezioni del marzo 1990; il partito conquistò il terzo posto, dopo Alleanza per la Germania, coalizione conservatrice sostenuta dai cristiano-democratici dell’ex RFT, e il partito socialdemocratico, che manteneva stretti legami con i socialdemocratici dell’ex Germania Ovest.









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