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FRANCIA

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FRANCIA

LA RIVOLUZIONE DEL 1848 - DALLA SECONDA REPUBBLICA AL SECONDO IMPERO

Come già accaduto nel 1830, anche i moti rivoluzionari del ‘48 ebbero il focolaio in Francia; il sistema elettorale censitario, che limitava il voto solo a chi disponeva di un certo reddito cioè, e la limitata libertà di associazione, si unirono alla situazione economica, civile e culturale della società, favorita sì dal regime liberale ma proprio per questo sempre meno incline ai limiti oligarchici della politica del regime ultramoderato di Filippo d’Orleans.

Si andò così coalizzando un vasto fronte di opposizione che andava dai liberali progressisti ai democratici, dai bonapartisti ai socialisti: l’obbiettivo era il suffragio universale. Lo strumento utilizzato per la protesta fu la cosiddetta camna dei banchetti, riunioni svolte in forma privata che aggiravano i limiti governativi sulla libertà di associazione e che consentivano ai capi dell’opposizione di tenersi in contatto e di fare proanda. Fu proprio la proibizione di un banchetto ad innescare la crisi rivoluzionaria. Per impedirla il Governo ricorse alla Guardia Nazionale, il corpo volontario di cittadini armati istituito nel 1789, espressione della borghesia, la quale però si unì ai rivoltanti. Il successivo intervento dell’esercito rese impossibile qualsiasi soluzione di compromesso; Re Filippo d’Orleans fu costretto a lasciare Parigi mentre veniva costituita la Repubblica ed annunciata la convocazione dell’Assemblea costituente a suffragio universale.



I primi passi della Seconda Repubblica furono caratterizzati da una ripresa in grande stile del dibattito politico. Fu abrogata ogni limitazione alla libertà di associazione e sorsero nuovi giornali. Fu abolita la pena di morte per reati politici e rifiutata la proposta di sostituire al tricolore la bandiera rossa. Una secca sconfitta per le correnti di estrema sinistra venne dalle elezioni per l’Assemblea costituente. Il suffragio universale portò infatti alle urne un elettorato conservatore. Il Governo così sorto però emanò un decreto con cui si obbligavano i disoccupati più giovani ad arruolarsi nell’esercito. Oltre cinquantamila popolani scesero in piazza ma l’Assemblea costituente procedette con la repressione. Le tragiche giornate della repressione segnarono una svolta decisiva nella Seconda Repubblica. Agli occhi della borghesia di tutta Europa, la rivolta parigina portava l’incubo del comunismo. L’Assemblea costituente approvò allora la nuova costituzione democratica, ispirata al modello statunitense: presidente della Repubblica eletto dal popolo così come l’Assemblea. Alle elezioni presidenziali i repubblicani si presentarono separati e prevalse l’ala conservatrice di Luigi Napoleone Bonaparte. Con la sua elezione si chiuse la Seconda Repubblica.

La Francia di Napoleone III rappresentava un caso anomalo. Il secondo impero non apparteneva alla categoria dei sistemi liberal-parlamentari ne ai regimi monarchici tradizionali. Questo nuovo regime inaugurò un nuovo modello politico che fu detto bonapartismo : l’illusione della sovranità popolare legittimava in realtà un potere fondato sulla forza delle armi. All’autoritarismo Napoleone III univa la pratica del paternalismo e la ricerca del consenso popolare, verificato costantemente attraverso le elezioni della Camera a suffragio universale. Le banche conobbero uno sviluppo senza precedenti così come le costruzioni ferroviarie e le opere pubbliche. Un altro aspetto importante della cultura e della società del Secondo impero fu quello che potremmo definire tecnocratico: la tendenza cioè ad affidare sempre maggior potere ai tecnici ed a ravvisare nel trionfo della tecnica la via più sicura per la realizzazione del bene comune.

La prima occasione per misurare le nuove ambizioni imperiali della Francia fu offerta dall’improvviso riacutizzarsi , nel 1953, delle questioni d’Oriente; vi era l’aspirazione della Russia ad espandersi in direzione del Mar Nero a discapito dell’Impero Turco. Nel 1953 la Russia aprì le ostilità contro i Turchi. Agli Inglesi si unì Napoleone III mentre l’Austria optò per una rigida neutralità. Nel ‘54 una flotta anglo-francese penetrò nel Mar Nero e permise all’esercito alleato di sbarcare in Crimea; a loro si aggiunse poco dopo l’esercito piemontese. Sebastopoli cadde nel 1955 e si andò alla conferenza di Parigi: L’impero ottomano riottenne il controllo sui suoi territori mentre la Francia non guadagnò nulla di concreto. L’appoggio ai movimenti nazionali che lottavano contro l’Austria rappresentò una direttiva fondamentale nella politica estera del Secondo Impero. Nel 1858 Orsini tentò di assassinare Napoleone 3, il quale, a sorpresa , rimase molto impressionato dal suo coraggio

e dalla sua richiesta d’aiuto contro gli Austriaci .

A Luglio dello stesso anno , Napoleone e Cavour si incontrarono segretamente a Plombières , stendendo i punti principali di una futura alleanza . La Francia si impegnava a soccorrere i Piemontesi in caso che l’Austria avesse attaccato, quindi solo in caso di difesa . L’obbiettivo primario, quindi, di Cavour , era provocare gli Austriaci alla guerra, per creare così un regno dell’ Alta Italia che comprendeva Piemonte , Veneto , Lombardia , Piacenza ,Parma e la Romagna . Il 1859 l’alleanza fu ufficializzata sempre a Plombières con il matrimonio tra Girolamo Bonaparte e Clotilde di Savoia . Per bloccare questa alleanza Inghilterra e Russia si posero da mediatori, portando l’imperatore austriaco a porre un ultimatum ai Savoia , ultimatum che prevedeva il totale smantellamento delle truppe piemontesi che si stavano preparando per la guerra . Questo ultimatum pose così a Cavour la possibilità di una guerra difensiva contro l’ Austria . Il 26 Aprile del 1859 l’ Austria , dopo il rifiuto piemontese , dichiarò guerra al Piemonte , e il suo esercito varcò il confine del Ticino , mentre le truppe napoleoniche , guidate dallo stesso imperatore, valicavano le Alpi .

La seconda guerra d’indipendenza era così nettamente a favore dei franco-piemontesi, non solo per la notevole forza dei loro eserciti, ma anche e soprattutto per gli errori austriaci e per gli aiuti dei volontari guidati da Garibaldi .

Gli Austriaci si ritirarono così a Milano, rimanendo però sconfitti in giugno, quando in città entrarono vittoriosi

Vittorio Emanuele 2 e Napoleone 3 . La mobilitazione della Prussia per soccorrere l’ Austria , portò la Francia al rischio di una guerra sulla frontiera del Reno. Tale rischio portò Napoleone 3 a concludere , all’ insaputa di Cavour , un armistizio ( di Villafranca ) con l’ Austria. Sul piano interno, lo scontro con l’Austria determinò un contrasto fra l’Imperatore ed i gruppi cattolico-conservatori nonché il crollo del secondo impero.

LA TERZA REPUBBLICA



Bismarck, intanto, procedeva nel suo piano , passando alla successiva tappa che prevedeva il conflitto con la Francia di Napoleone 3 . Questa tappa era l’ ultima per il raggiungimento dell’ unità territoriale , in quanto fra le due nazione c’ era un accordo del 1866 che portò i Francesi sino alle rive del Meno ( vicino a Francoforte ) .

Il pretesto per la guerra fu trovato con la successione al trono di Sna ;

Bismarck , provocatoriamente , propose la candidatura di Leopoldo , capo del ramo cattolico , che suscitò l’ ira della Francia e lo scoppio della guerra . L’ Italia rifiutò l’ alleanza con Napoleone aspettando il momento buono per conquistare Roma ( protetta da Napoleone stesso ) , e l’ Austria riò i francesi ancora una volta con la neutralità ( nell’ ordine sono : 1854 Austria , 1866 Francia e 1870 Austria ) . Nel 1870 la Francia subì una rovinosa sconfitta e lo stesso Napoleone 3 fu catturato .

Nel 1871, stretta d’ assedio, Parigi cadde , ed il 18 gennaio dello stesso anno , a Versailles i tedeschi proclamarono Guglielmo I imperatore del nuovo Impero federale germanico .

Thiers , il capo del governo francese firmò la pace di Francoforte ; questa prevedeva la cessione della Francia alla Germania delle regioni dell’ Alsazia e della Lorena , e prevedeva un indennizzo di guerra pari a 5 miliardi di franchi d’ oro. Il 18 marzo del 1871 Parigi scoppiò in rivolta ; era la quarta volta dopo quella del 1789/95 , luglio 1830 e del 1848 .

Le elezioni del 1871 avevano espresso una maggioranza moderata guidata da Theirs , con evidente ritorno alla monarchia. Il governo rivoluzionario della comune di Parigi ( il municipio ) , provò ad attuare il primo esempio di autogoverno del popolo : unificazione dei poteri legislativo ed esecutivo , controllo della magistratura , eleggibilità e revocabilità dei funzionari pubblici , soppressione dell’ esercito a favore di una milizia volontaria .

La repressione della Comune da parte del governo do Thiers fu durissima e nella settimana di sangue 21/28 maggio 1871, portò alla morte di 20.000 cittadini .

Nel 1873 la maggioranza legittimista dell’ Assemblea costringeva Thiers alle dimissioni , affidando il potere al generale Mac Mahon .Questo avrebbe dovuto aprire la strada per la salita al trono del nipote di Carlo 10 .

L’ insistenza di un ripristino della sovranità portò all’ unione di un nuovo filone composto da orleanisti , bonapartisti e repubblicani , che rese impossibile il ritorno alla monarchia , e così il 2 febbraio del 1875 fu , per un voto , accolta la Terza Repubblica . Il potere legislativo era affidato ad una Camera eletta a suffragio universale , e ad un Senato , i cui rappresentanti erano votati nei vari dipartimenti in numero uguale .

Primo presidente fu Mac Mahon , che tese a dare un ruolo fortemente autoritario ; dopo avercostretto alle dimissioni il ministero progressista di Simon , sciolse le Camere nel 1877 ed andò vicino al colpo di Stato .

Le elezioni del 1877 riportarono , però , alla formazione di maggioranze repubblicane . In Francia prevalse la guida dei moderati , il cui leader , Ferry , rimase alla guida del governo dal 1879 al 1885 .

Il Paese conobbe in quell’ arco di tempo un importante periodo di assestamento della sua vita politica e sociale ( ci fu l’ approvazione delle leggi dell’ insegnamento ) .

Nacque così sotto il governo Ferry la Terza Repubblica , che portò subito alla variazione di leggi sul diritto di stampa e di associazione , sull’ elezione dei sindaci da parte dei consigli municipali e leggi sulla completa eleggibilità del Senato , fino ad allora rappresentato in larga misura da nominati del governo .

L’ avversario diretto di questa democratizzazione era la Chiesa , che con le nuove leggi sull’ istruzione vedeva ridursi i propri poteri nell’ organizzazione della società . L’adozione di un nuovo sistema elettorale , nel quale i candidati erano inseriti in liste , aumentarono i radicali di Clemancaeu .

In questo clima di confusione sfumò il colpo di Stato del generale Boulanger , ministro della Guerra nel 1886 , che aspirava ad un ritorno del governo alle tradizioni bonapartiste . Nasceva intanto un nuovo partito socialista , che si presentava come una via di mezzo tra il gruppo di intransigenti di Guesde e quello favorevole alla collaborazione coi partiti borghesi di Brousse . Appariva perciò necessario un immediato rafforzamento del potere radicale per contrastare il neonato , ma già fortissimo , Partito Socialista . L’ evento che maggiormente contribuì al fissaggio dei caratteri democratici della Terza Repubblica fu l’ affare Dreyfus ; Dreyfus , capitano dell’ esercito di origini ebraiche , fu , nel 1894 , accusato di spionaggio a favore della Germania , così venne deportato all’ esilio in Guinea .




Le elezioni del 1899 , portarono al Governo una maggioranza composta dall’ alleanza tra socialisti , radicali e repubblicani moderati , che consentì la formazione di un ministero radical-socialista guidato dal radicale Rousseau , e presto appoggiato dal socialista Millerand . Tra il 1902 e il 1905 furono stabiliti da Combes il divieto di insegnamento per le congregazioni religiose , molte delle quali furono anche sciolte , e l’ espropriazione di beni ed edifici di proprietà della Chiesa .

COLONIALISMO (vedi eventi chiave)

LA PRIMA GUERRA MONDIALE (vedi eventi chiave)

LA SECONDA GUERRA MONDIALE (vedi eventi chiave)

IL DOPOGUERRA IN FRANCIA - QUARTA E QUINTA REPUBBLICA

Nel 1958 la Francia si trovò di fronte al fallimento della Costituzione del 1946. I costituenti avevano ipotizzato che dopo la designazione del Capo dello Stato, avesse luogo l’investitura del Presidente del Consiglio a cui sarebbe poi succeduta la nomina del Capo del Governo e dei ministri. In realtà il gabinetto veniva costituito in connessione con la fiducia al Presidente del Consiglio senza una vera distinzione di fasi. Nel 1954 si decise che l’investitura avvenisse facendo conoscere all’Assemblea nazionale la lista dei ministri, il che indeboliva il premier e rafforzava i singoli partiti. De Gaulle aveva sottolineato i limiti della Costituzione della IV Repubblica ed ottenne un cambiamento della procedura revisionale della Costituzione stessa. Da De Gaulle scaturì un testo complesso che risponde a tre ispirazioni distinte e sovrapposte: quella risalente a De Gaulle stesso, ovvero l’idea di un Presidente della Repubblica scelto da un più ampio Parlamento dotato di vasti poteri (il Presidente non il Parlamento) come quello di nomina del Primo Ministro, dei ministri, nonché della presidenza della riunioni del consiglio dei ministri e di potere di scioglimento delle Camere e per finire il potere di sottoporre a referendum popolare ogni progetto di legge relativo a pubblici poteri. Possiede, tra l’altro, ampie competenze sulla politica estera e militare, nonché poteri eccezionali in caso di crisi e di veto sospensivo sulle leggi.

Vi è poi l’ispirazione legata alle idee di Debré: stretta regolamentazione dei lavori parlamentari e rafforzamento dei poteri normativi del Governo, il quale dirige la politica nazionale e che è incentrato sulla ura del premier.

Infine vi è l’ispirazione dovuta a ministri non gaullisti del ‘Governo De Gaulle’: regolamentazione della questione di sfiducia per la quale si richiede un’apposita mozione da parte di un decimo dei deputati e l’approvazione a maggioranza assoluta dei membri dell’assemblea. All’evoluzione del sistema contribuirono due scelte di De Gaulle: quella del 1958 del sistema maggioritario uninominale a doppio turno, e quella del ‘62 di introdurre l’elezione diretta del Presidente della Repubblica modificando la Costituzione. L’intento di De Gaulle di utilizzare il potere dei referendum, un potere ritenuto non applicabile alla revisione costituzionale, fece sì che si verificasse la procedura della mozione di censura. Il Governo Pompidou fu battuto proprio a causa della volontà di procedere al referendum per l’elezione diretta ; iniziò così la prima fase della V Repubblica tutta incentrata sul Presidente, vero capo della maggioranza, con un Primo Ministro che era esecutore del suo indirizzo politico. Nel 1986, che vide prevalere una maggioranza di centro-destra, si è potuta registrare la seconda interpretazione della Costituzione: è il Primo ministro il perno del sistema perché dispone lui di una maggioranza parlamentare. Il Presidente poté difendere il classico ambito riservato del potere estero e militare fino a mettere il veto sulle proposte iniziali per le cariche di Ministro della difesa e degli esteri. In politica interna il potere del Capo dello Stato si riduce: non può incidere sulla scrittura del testo, ma conserva il non irrilevante potere di rifiutare la controfirma, da non confondere però, col diritto di veto.

Con l’elezione di Mitterand nell’88 si ebbe un nuovo scioglimento anticipato ed una maggioranza socialista relativa. Con la schiacciante vittoria, però, del centro-destra nel ‘93, la seconda ‘coabitazione’ si aprì in un rapporto molto diverso dalla prima. Il centro-destra vincolò il Presidente sia sulla scelta del Primo Ministro, sia sull’intera composizione del Governo; il nuovo Primo Ministro si impose in materia di politica estera e militare, ora condiviso col Presidente. L’elezione presidenziale del 1995 di Chirac ha portato ad una terza coabitazione.






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