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Spagna - GEOGRAFIA, PREISTORIA E STORIA, LINGUA E LETTERATURA, ARTE

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Sna

snolo España)


Stato (Reino de España) dell'Europa occidentale, nella penisola iberica.

Superficie: 505.954 km , comprese le isole Baleari e le Canarie.

Popolazione: 38.426.000 ab.



Capitale: Madrid.

Lingue: ufficiale lo snolo (castigliano); nazionale il catalano, il basco, il gallego. Religione: cattolica.

Unità monetaria: la peseta.

Confini: confina a nord-est con la Francia e Andorra, a ovest con il Portogallo; a nord, nord-ovest e sud-ovest è bagnata dall'Oceano Atlantico, a est e a sud-est dal Mare Mediterraneo.

Ordinamento: monarchia costituzionale. Le Cortes (Parlamento) sono composte dal Congresso dei deputati e dal Senato.


GEOGRAFIA

n Morfologia. Il territorio è costituito da un vasto altopiano, la Meseta, inclinato a ovest, con un'altitudine media tra i 600 e i 1000 m; la Meseta è delimitata dalla Cordigliera Cantabrica e dai Pirenei a nord, dal Sistema Iberico a est, dalla Sierra Morena a sud ed è movimentata da catene interne: a nord le Sierre de Gata, de Gredos, de Guadarrama, più a sud i monti di Toledo e la Sierra Morena. A ridosso della costa mediterranea meridionale si estende infine il Sistema Betico, con le cime più alte di tutta la penisola (Cerro Mulhacén, nella Sierra Nevada: 3478 m).

n Clima. La Meseta è caratterizzata da clima continentale, con estati calde e inverni freddi e scarsità di precipitazioni. La regione cantabrica ha clima temperato oceanico, con piogge abbondanti, quella costiera orientale clima mediterraneo, mentre nella regione andalusa il clima diventa subtropicale, con estati molto calde e piogge scarse.

n Idrografia. L'inclinazione della Meseta verso ovest fa sì che i fiumi (il Miño, il Duero, il Tago, la Guadiana e il Guadalquivir) scorrano per lo più verso l'Oceano Atlantico. Sfociano nel Mare Mediterraneo l'Ebro, il Guadalaviar e il Júcar.

n Popolazione e città. La Sna ha una densità media tra le più basse d'Europa, con contrasti netti tra zone quasi deserte (León, Estremadura, Aragona) e altre in cui la popolazione è assai addensata (Galizia, Catalogna, Asturie, Province Basche, Navarra e le zone costiere). Il tasso di natalità è alto, ma compensato dalla quota di emigrazione transoceanica e verso alcuni Paesi europei. I contrasti economici tra zona e zona sono notevoli, e dove sussistono nette differenze etniche e linguistiche (Province Basche, Galizia, Catalogna) assai viva è l'aspirazione autonomistica. Le città più importanti, oltre a Madrid che è il centro politico e amministrativo del Paese, sono: Barcellona, Valencia, Bilbao, Saragozza, Siviglia, Malaga, Palma di Maiorca, Toledo, Pamplona, Granada, Cordoba, Segovia, Las Palmas, Santa Cruz de Tenerife.

n Economia. Sull'agricoltura snola, in via di sviluppo, pesano, oltre a condizioni climatico-pedologiche poco favorevoli, anche il diffuso latifondo. L'arativo occupa oltre 15 milioni di ha (30% della superficie territoriale); le colture più diffuse sono quelle cerealicole, con frumento, mais, orzo, riso e segale, che tuttavia danno rese medie non molto elevate; la patata assicura invece ottimi raccolti. Importantissime l'olivicoltura e la viticoltura, con esportazione di oli e vini pregiati (terzo produttore mondiale). Presenti, oltre alla barbabietola, anche il cotone, il lino, la canna da zucchero, colture ancora possibili grazie al basso costo della manodopera. Il patrimonio zootecnico è costituito da circa 24 milioni di ovini (ed è tra i primi al mondo), da caprini, bovini (5 milioni di capi), quindi da muli e asini; esclusivi della Sna gli allevamenti di tori da combattimento (Salamanca e Siviglia). Discreta importanza hanno i prodotti forestali (sughero e resine); abbastanza attiva è la pesca (tonni, acciughe e sardine). Lo sfruttamento del sottosuolo offre ampi margini di miglioramento; si estraggono ferro (Biscaglia e Asturie), stagno, piombo, zinco, carbone, mercurio, petrolio, tungsteno, antimonio, bauxite, titanio. L'industria è in piena espansione: quella meccanica è sviluppata nei settori degli autoveicoli (Barcellona, Madrid, Bilbao, Saragozza, Valladolid, Vigo), con la presenza delle maggiori case mondiali (Fiat, Renault, Ford, Chrysler), delle costruzioni navali (Barcellona, Bilbao, El Ferrol), ferroviario (Barcellona), aeronautico (Siviglia). Notevolmente incrementate in questi ultimi anni sono l'industria alimentare (trasformazione dei prodotti agricoli), petrolchimica, chimica, che produce soprattutto superfosfati, materie plastiche e farmaceutici, quella tessile e quella vetraria. In fortissima crescita il settore dei servizi, che occupa il 52% della popolazione attiva, con predominanza del settore turistico, fortemente organizzato specialmente nella regione costiera mediterranea e nell'Andalusia, sorretto da finanziamenti e strutture statali.














PREISTORIA E STORIA

Abitata fin dal Paleolitico inferiore, la Sna fu raggiunta dagli Iberi alla fine dell'età paleolitica, dai Celti nel VII sec. a. C.; colonie commerciali vi fondarono (V sec. a. C.) Fenici e Greci; nel III i Cartaginesi la sottomisero sino all'Ebro, i Romani se ne impadronirono per opera di Scipione l'Africano dopo la II guerra punica (II sec. a. C.), creandovi due province: Hispania citerior e Hispania ulterior, separate dall'Ebro, sotto Augusto tra le più prospere e progredite dell'Impero. Invasa da Vandali, Svevi, Alamanni (V sec.), fu soggetta al dominio dei Visigoti, che occuparono quasi tutta la penisola, sino alla conquista araba (711). Solo le regioni nordoccidentali (Asturie) rimasero in possesso dei prìncipi cristiani, a opera dei quali sorsero nei secoli successivi gli Stati di Navarra, León, Castiglia e Aragona e fu compiuta la progressiva riconquista della penisola. La Sna musulmana conobbe il massimo splendore sotto l'omayyade Abd-ar-Rahaman III, califfo di Cordova dal 929. Caduto il califfato, l'intero dominio arabo si divise in numerosi staterelli (regni di Taifas) contro cui si fece minacciosa l'alleanza degli Stati cristiani. Il declino definitivo della potenza musulmana ebbe inizio con la sconfitta inflitta dalle armi cristiane agli Almohadi a Las Navas de Tolosa (1212); il seguente periodo, sino alla caduta del Regno musulmano di Granada (1492), riceve impronta dall'azione politica dei Regni d'Aragona e di Castiglia. L'unione dei due regni per il matrimonio di Ferdinando d'Aragona con Isabella di Castiglia (1469) segna l'inizio del periodo unitario e moderno della Sna. Mentre, sulla scia di C. Colombo, Cortés, Pizarro e Diego de Almagro conquistavano un impero coloniale nelle Indie Occidentali, in Europa il dominio snolo si consolidava con la conquista del Regno di Napoli (1504), l'offensiva contro i musulmani nell'Africa settentrionale (1509-l511), l'annessione della Navarra snola (1512). Con l'ascesa al trono di Carlo V (1516-l556), erede della corona di Sna e degli Asburgo, l'Impero snolo raggiunse la sua massima potenza, ma il predominio in Europa (sancito dalla pace di Cateau-Cambrésis, che ne estendeva il dominio su gran parte dell'Italia, sulle Fiandre e sui Paesi Bassi) fu gravemente scosso, regnando Filippo II, dai rovesci subiti nella guerra contro l'Inghilterra (1588, distruzione dell'Invincibile Armata) e nella repressione dell'insurrezione dei Paesi Bassi (1566-l648). Il declino della potenza snola continuò nel XVII sec.: alla crisi economica interna fece riscontro lo smembrarsi dell'Impero: nel 1640 il Portogallo, sottomesso nel 1581, riacquistò la propria indipendenza; nel 1659, con la pace dei Pirenei, la Francia sottrasse alla Sna l'Artois, il Lussemburgo e il Rossiglione e, regnando Carlo II, ebbe anche la Franca Contea. Al termine della guerra di successione, scoppiata alla morte di Carlo II e conclusasi (pace di Utrecht, 1713; di Rastadt, 1714) con l'ascesa al trono di Filippo V, nipote di Luigi XIV di Francia, la Sna perse tutti i possessi italiani, passati all'Austria. Dopo il governo illuminato di Carlo III (1759-l788), la Sna, invasa da Napoleone (1808), si sottrasse al dominio francese con una lunga lotta (1808-l813), al termine della quale fu restaurata, con Ferdinando VII, la dinastia borbonica. Un pronunciamento a Cadice (1820) delle truppe destinate alla riconquista delle colonie d'America, proclamatesi indipendenti, impose al re il ristabilimento della Costituzione liberale emanata nel 1812 e successivamente ritirata; al breve periodo di governo liberale pose fine l'intervento armato della Francia in nome dei princìpi della Santa Alleanza (1823); riaccesasi la guerra civile per la contesa dinastica fra il pretendente don Carlos, sostenuto dai Conservatori (carlisti), e Maria Cristina, reggente per Isabella II, che si appoggiava ai liberali, la vittoria dei cristiani non diede stabilità politica al Paese, che fu travagliato dalle rivoluzioni (1854, 1866,1868) promosse dall'elemento militare, l'ultima delle quali costrinse Isabella II a rinunciare al trono. Dopo un breve periodo di interregno (1868-l870) e il regno di Amedeo di Savoia duca d'Aosta, un colpo di Stato militare diede la corona (1874) al lio di Isabella, Alfonso XII. Durante la reggenza di Maria Cristina d'Asburgo la Sna perse, in conflitto con gli Stati Uniti, Cuba, Portorico e le Filippine (1898). Dopo la prima guerra mondiale, durante la quale la Sna si mantenne neutrale, Alfonso XIII affidò (1923-l930) poteri dittatoriali a M. Primo de Rivera. Dimessosi questo, seguirono in breve la caduta della monarchia (1931) e la costituzione di un regime repubblicano. Il programma di riforme sostenuto da repubblicani e socialisti incontrò l'opposizione della destra, che governò tra il 1933 e il 1936. La vittoria elettorale del Fronte popolare (1936) provocò la sollevazione delle forze conservatrici e di una parte dell'esercito, guidata dal generale Francisco Franco, aprendo la guerra civile. L'aiuto dell'Italia fascista e della Germania hitleriana consentì a Franco di stroncare la resistenza avversaria: il 1° aprile 1939 la Repubblica cessava di esistere. La neutralità mantenuta durante la seconda guerra mondiale permise al dittatore di consolidare il suo regime e a guerra finita di ottenere il riconoscimento delle potenze occidentali. Nel 1975, alla morte di Franco, Juan Carlos di Borbone fu incoronato re di Sna e procedette allo smantellamento dello Stato franchista, indicendo nel 1977 le prime elezioni libere dalla conclusione della guerra civile. Da allora ha avuto avvio il rinnovamento democratico del Paese. Nel 1982 i partiti di centrodestra sono stati sconfitti dai socialisti del PSOE. Primo ministro è così diventato Felipe González, che nel 1986 ha portato la Sna nella CEE ed è stato riconfermato per la quarta volta nel 1993. Nelle elezioni politiche del marzo 1993 sono state invece vinte da José Maria Aznár, leader del partito popolare.















LINGUA E LETTERATURA

n Lingua. Gli idiomi in uso sono il catalano, il basco e lo snolo. Questo comprende vari dialetti, che nascono dalla differenziazione del latino in area iberica.

n Letteratura. La letteratura snola nasce in Castiglia attorno all'XI sec. Nel XII sec. si ha la grande fioritura di cantares, ove si celebrano le gesta degli eroi cristiani: il Cantar de mio Cid è l'unico cantare epico pervenutoci quasi integro e nella stesura originale. Tra il XII e il XIII sec. le influenze della poesia provenzale si avvertono con maggiore forza ed estensione. Nel XIII sec. è attivo Gonzalo de Berceo, primo poeta snolo di identità accertata. Dopo la metà del XIII sec. nascono le prime università, mentre si rafforza il prestigio di Toledo con la sua scuola di traduttori. Preziosa si rivela l'opera di Alfonso X il Saggio, il quale si circonda di valenti collaboratori al fine di portare a termine varie imprese scientifiche, storiografiche e letterarie di notevole portata. L'influenza e l'esempio dell'opera di Alfonso il Saggio si esplicano agli albori del XIV sec. soprattutto in un più personale e più spregiudicato atteggiamento dei letterati, la cui personalità si sviluppa in forme sempre più autonome, come nei due grandi letterati del tempo, Juan Ruiz, arciprete di Hita e Pero López de Ayala. Nel XV sec. il letterato snolo volge la sua attenzione alla cultura italiana e si accosta ai classici latini e greci. È l'epoca dei Cancioneros di Baena, di Stúñiga e soprattutto di Juan de Mena, del Marqués de Santillana, di A. Pérez de Guzmán; ma è anche la stagione del romanzo sentimentale e cortese, del Corbacho dell'Arciprete de Talavera e della grande produzione epico-lirica del romance. Nell'ultimo scorcio del XV sec., mentre a Salamanca svolge la sua opera di erudizione il filologo A. de Nebrija, nella letteratura creativa si hanno i fecondi esiti dell'opera di Juan del Encina, considerato il fondatore del teatro snolo, le stupende Coplas di J. Manrique e la Celestina di F. de Rojas. Il Rinascimento e in Sna con forme diverse: il petrarchismo dà uno dei migliori poeti europei, Garcilaso de la Vega, il neoplatonismo fa il suo ingresso con l'opera di Leone Ebreo, la prosa retorica e dottrinaria con A. de Guevara, il romanzo pastorale con G. Gil Polo, Montemayor e Cervantes, e il poema epico all'italiana con L. Barahona de Soto, J. Rufo e A. de Ercilla. Affermato teoricamente da Juan de Valdés, il primato della lingua castigliana è praticamente accettato dal catalano Boscán e dai portoghesi de Miranda e Gil Vicente. Chiaramente influenzati da Erasmo da Rotterdam e dalle idee della Riforma sono lo stesso Juan de Valdés e suo fratello Alfonso, Pero Mexía, J. L. Vives e il movimento degli alumbrados, Naharro e Gil Vicente (nel Lazarillo de Tormes, primo esempio di romanzo picaresco, e nell'opera del grande Cervantes). Allo spirito di avventura che continuava a vivere e proarsi nel romanzo cavalleresco fa riscontro lo spirito d'avventura che anima i primi protagonisti o scrittori della Conquista: così nel Don Chisciotte di Cervantes, così nelle successive generazioni dei cronistas de Indias, da Bartolomé de Las Casas in poi. Nella seconda metà del XVI sec. si era venuta affermando una vasta letteratura ecclesiastica e ascetica (da Francisco de Osuna a Ignazio di Loyola, da Fray Luis de León a Santa Teresa de Ávila e a San Juan de la Cruz). Solo con la presenza di un pubblico tanto ampio quanto partecipe e raffinato si può spiegare l'esplosione letteraria che si è soliti denominare Secolo d'Oro snolo (dalla seconda metà del XVI sec. alla seconda metà del XVII sec.). Nel quale anzitutto si verificano la nascita e l'apogeo di un teatro nazionale, che conta nomi come Cervantes, Lope de Vega, Tirso de Molina, Calderón de la Barca, Juan Ruiz d'Alarcón, Mira de Amescua, F. Rojas Zorrilla, L. Vélez de Guevara, Moreto y Cavana ecc. Nel quale inoltre la lirica barocca pare trovare il massimo della sua pienezza nel culteranismo di Góngora o nel concettismo di Quevedo. Nel quale, infine, la prosa si sviluppa e giunge a maturità sia nella direzione del romanzo picaresco di Alemán e di altri, sia nella direzione dell'esemplare saggistica di Suárez de ueroa, di Diego de Saavedra e di Baltasar Gracián. Nell'ultimo Seicento, l'involuzione culturale sfocia in aperta decadenza e conduce a manifestazioni letterarie di puro virtuosismo. Il XVIII sec. segna un rinnovamento con uno sforzo di ripensamento e di erudizione che vede accomunati il padre Feijóo e I. Luzán, il gesuita in esilio E. de Arteaga, e, con maggiore coerenza e coraggio, J. Cadalso e Jovellanos. Sul piano della letteratura più propriamente creativa, si hanno le opere satiriche di D. de Torres Villaroel e di F. de l'Isla, mentre la lirica e il teatro si adeguano al gusto arcadico e settecentesco da un lato con Menéndez Valdés, e dall'altro con il frizzante teatro di Moratín e i sainetes popolareschi di Ramón de la Cruz. Il XIX sec. è caratterizzato all'inizio dal contrasto tra la poetica settecentesca, ancora presente, e l'incalzante Romanticismo (A. de Saavedra y Ramírez, Zorrilla). L'aspetto storico-politico del Romanticismo trova il suo punto più alto di autocritica e di denuncia sociale nella produzione giornalistico-saggistica di Larra e dei suoi discepoli, come Mesonero Romanos. Nettamente superiore all'opera poetica di Campamor e di Núñez de Arce è quella di Bécquer, certamente lo scrittore più completo e dotato del Romanticismo snolo. Realismo e naturalismo si presentano, nella seconda metà del sec., in F. Caballero, in Alarcón, in Pereda, o nella più sorvegliata prosa di Valera. Il primo Novecento vede il risveglio della coscienza snola, con Galdós e i 'Krausisti' (F. Giner de los Ríos, M. Bartolomé Cossío e J. Costa), Clarín, Ganivet, Menéndez y Pelayo. Generazione del '98 sarà chiamato quel gruppo di scrittori (Unamuno, Azorín, A. Machado, R. Maeztu, Baroja ecc.) che, tra il 1914 e il 1931, anno della Seconda Repubblica, appunta le sue armi critiche, saggistiche e letterarie sul tema della rinascita della Sna. Parallela è la fioritura letteraria del modernismo (R. Darío, G. Miró, Valle-Inclán, Marquina, J. Ramón Jiménez ecc.) con la quale le lettere snole si mettono al passo delle moderne correnti artistiche europee (dal simbolismo all'Art Nouveau). Escono da questi decenni Machado, Jiménez, P. Salinas, J. Guillén, F. García Lorca, R. Alberti, L. Cernuda, G. Diego, V. Aleixandre, E. Prados, M. Hernández ecc. Nella narrativa è meno facile stabilire una linea che vada da scrittori stravaganti come Valle-Inclán e Ramón Gómez de la Serna, a narratori più robusti come Baroja e R. Pérez de Ayala, fino a C. José Cela, J. A. de Zunzunegui, R. Sender e F. Ayala. Il teatro, dopo i drammi a tesi d'influsso ibseniano del Premio Nobel Echegaray e le vivaci commedie di Benavente, attinge a singolari altezze poetiche con García Lorca, il più valido esponente della drammaturgia snola di questo secolo. Campo ricco di esiti di varia intensità è quello della saggistica, con Ortega y Gasset, Madariaga, E. d'Ors, Marañón, Zubini, L. Entralgo, Bergamín, Aranguren, A. Castro, Amado Alonso, Dámaso Alonso, J. Marias, C. Castilla del Pino, J. Caro Baroja, C. Bousoño, C. M. Gaite ecc. Il panorama della letteratura snola dal 1950 a oggi si presenta agli inizi assai povero e via via più movimentato e vivace. Per il teatro, dopo Buero Vallejo, bisogna senz'altro ricordare Alfonso Sastre, Lauro Olmo, A. Gala, F. Ors, J. Ruibal. Per la narrativa -- R. Sánchez Ferlosio, Juan Goytisolo, Ignacio Aldecoa, Luis Martín Santos, Juan Marsé, F. Umbral, A. Grosso, C.J. Cela, G. Torrente Ballester, G. Hortelano -- e per la poesia: Gabriel Celaya, Blas de Otero, il Premio Nobel Vicente Aleixandre, sso nel 1984, Pere Gimferrer, R. Alberti, F. Brines, L. A. de Villena, Jaime Siles, L. Rosales.



































ARTE

Gli inizi dell'arte snola, dopo periodi dominati da influssi romani, visigoti, islamici (arte asturiana), vedono tra l'VIII-XI sec., nelle regioni sotto il dominio arabo, lo sviluppo dell'arte moresca e della cosiddetta arte mozarabica (chiese di S. Miguel de Escalada, Santiago de Peñalba, S. Miguel de Celanova). Del periodo romanico (secc. XI-XII) sono esempi le cattedrali di Jaca e di S. Isidoro (León); più apertamente romaniche la porta di S. Pietro el Viejo (Huesca) e la cattedrale di Santiago de Compostela, massimo esempio di architettura romanica snola. L'arte gotica fiorisce agli inizi del XIII sec. nelle cattedrali di Burgos, Toledo, León, di S. Caterina (1223) a Barcellona. La scultura, sviluppatasi in età romanica e gotica solo come complemento architettonico, ha nel XV sec. un'espressione più autonoma: esempi ne sono gli altari scolpiti e gli stalli dei cori lignei. La pittura gotica in Sna comprende quattro periodi: 1) lo stile gotico lineare, rappresentato in Catalogna (affreschi di Puigcerdá), in Aragona e in Navarra; 2) lo stile italico-gotico, nella seconda metà del XV sec. (F. Bassa e fratelli Serra); 3) lo stile gotico-internazionale (B. Martorell, R. du Mur, L. Zaragoza); 4) lo stile ispano-fiammingo, nella seconda metà del XV sec., iniziato da L. Dalmau che introdusse lo stile dei van Eyck (B. Bermejo, Gallego, Zamora, G. Inglés). L'architettura rinascimentale si presenta con lo stile plateresco, derivato dal Rinascimento italiano, ma profondamente snolizzato. L'influsso del Rinascimento italiano in scultura iniziò dopo il XVI sec. con l'attività di D. e A. Fancelli, cui seguirono F. di Borgogna, A. Berruguete, V. de Zarza, D. Forment, J. de Juni e gli italiani L. e P. Leoni. Anche in pittura prevalse la corrente rinascimentale italiana, dai decoratori dell'Escorial (L. Cambiaso, F. Zuccari, P. Tibaldi), ai ritrattisti seguaci di A. Sánchez; sensibili furono gli influssi artistici dell'olandese A. Moro; e a Toledo, l'arrivo di El Greco fu portatore di nuovi ideali barocchi. A Madrid, nuova capitale della Sna (1562), esempio di architettura barocca con influenze escurialensi è la Plaza Mayor dell'architetto J. Gomez (1617); l'italiano C. B. Crescenzi introduce il gusto scenografico e la decorazione marmorea e bronzea. Fra i numerosi esempi di edifici religiosi è la cattedrale di S. Isidoro el Real (Madrid; 1661). Nella seconda metà del XVII sec. sino alla prima metà del XVIII domina lo stile churrigueresco derivante dalla numerosa e attiva famiglia catalana di architetti: i Churriguera. Il più importante architetto della prima metà del XVIII sec. è P. de Ribera con il suo barocco fortemente passionale. Grande fu lo sviluppo barocco in tutta la Sna settentrionale. La scultura barocca è presente con la scuola di Valladolid, il cui massimo esponente è lo scultore G. Fernandez. In Andalusia, P. Roldán risente dell'influsso del Bernini; a Valencia esponente del barocco italianizzante fu lo scultore F. Salzillo. La pittura barocca snola è caratterizzata dal realismo; ure di primo piano: F. Ribata, J. de Ribera, a Valencia; Luis Tristán, a Toledo; a Madrid, J. B. Mayno e D. Velázquez, il quale segna il momento più alto della pittura barocca snola; a Siviglia, F. de Zurbarán e il grande Murillo. Notevole fu anche l'influenza di L. Giordano (in Sna dal 1692 al 1702). Tre grandi artisti, V. Rodriguez Tizón, F. Sabatini e J. de Villanueva, furono gli esponenti del neoclassicismo in architettura, mentre tra gli scultori si ricordano J. A. Cubero, D. Campeny e A. Solá. La pittura snola si muove per proprio conto con ure di alto livello artistico tra cui spicca F. Goya, precursore dell'arte moderna. A. Gaudí apre la via alle nuove tendenze moderniste. Nel dopoguerra si avverte una forte reazione antiaccademica e una vivace adesione al rinnovamento di marca internazionale sugli esempi di Tange, Rudolph, Wright, Le Corbusier ecc. e si affermano Helio Pinon, Alberto Viaa, Esteve Bonell, Rafael Moneo. Nella scultura, dopo le esperienze neoclassiche si sviluppa la tendenza realista. Agli inizi del XX sec. essa si orienta verso un moderato espressionismo con V. Macho, E. Borral; a J. González si deve il rinnovamento della tecnica del ferro battuto. Di tendenze astratte sono i più recenti scultori snoli: Oteiza, E. Serra, E. Chidilla. La pittura a soggetto storico ebbe un grande sviluppo nella seconda metà del XIX sec. evolvendosi poi in una pittura di genere e di scene regionali: fra gli artisti più considerevoli, M. Fortuny. Verso la fine del XIX sec. penetra in Sna l'impressionismo, preceduto però dal luminismo di J. Sorolla. La tendenza moderna trova rappresentanti validi in R. Casas, I. Nonell e H. Anglada Camarasa. Agli inizi del nostro secolo la pittura snola è caratterizzata da tre gruppi: il gruppo dei rivoluzionari, operanti nella scuola di Parigi (P. Picasso, J. Gris, J. Miró, S. Dalí), la corrente tradizionale, i gruppi della scuola di Madrid e di Barcellona. Le più giovani generazioni operano nell'ambito delle esperienze picassiane o, per lo più, in quello astratto (J. Caballero, A. Tapiés, F. Farreras).








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